19 Apr 2009 |
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Le differenze tra cultura occidentale e orientale, si vedono anche a letto.
Non c’è dubbio che per le donne occidentali, la perdita della verginità rappresenta un importante rito di passaggio. Al di là delle credenze religiose, e delle scelte pre-matrimoniali, tale evento significa senz’altro l’ingresso nel mondo adulto, oltre che un vero e proprio mutamento di status. Oggi, rispetto alle generazioni passate, la verginità viene persa in età sempre più giovane, e almeno in occidente, il contrario rappresenterebbe quasi motivo di vergogna per le teenagers ancora ‘caste e pure’. C’è chi, addirittura, la sua ‘prima volta’ la mette all’asta, come è successo ad una giovane donna americana, che ha venduto la propria verginità sul Web per potersi pagare gi studi. Ma non è l’unico caso registrato. Raffaella Fico, una delle partecipanti del Grande Fratello della scorsa edizione, ha provocatoriamente messo all’asta la sua verginità per un milione di euro: questo il prezzo da pagare per la realizzazione dei propri sogni. Tuttavia, in altre parti del mondo il discorso cambia. In Egitto e in Medi Oriente si assiste ad una vera e propria corsa alla riconquista della verginità perduta. E il ‘miracolo’ lo può compiere una semplice saponetta, ‘The Virginity Soap’ per l’appunto, che con il suo enorme effetto astringente è in grado di restringere le mucose dell’imene deflorato. Indubbiamente, la saponetta rappresenta in questi casi anche l’ancora di salvataggio per situazioni culturalmente difficili, in cui le donne vengono ripudiate da padri e mariti o addirittura uccise per la loro perduta illibatezza.
Chi ha avuto una ‘prima volta’ da dimenticare, avrà dunque la possibilità di riscattarsi a portata di spugna!
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Ultimo aggiornamento Domenica 19 Aprile 2009 23:57 |
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